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Cosa sono i Chetoni Esogeni

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Chetoni esogeni per dimagrire

E’ arrivato l’integratore che tutti aspettavano da decenni, quello che ti fa perdere peso e ti permette di performare dal punto di vista sportivo.

Promesse e claim pubblicitari a parte, oggi voglio affrontare con voi sempre con il supporto della comunità scientifica (scritti, corrispondenza, studi e risultanze dal campo) il recente quanto “modaiolo” tema dei chetoni esogeni.

In tanti mi avete scritto per chiedermi quanti assumerne, come, dove comprarli e se fanno bene o male.

Prima di rispondere a queste semplici domande “logistiche” prima di tutto mi concentrerei sul capire cosa sono e come agiscono i chetoni esogeni.

La conoscenza è il primo passo per iniziare il proprio percorso alla longevità fisica e sportiva.

Cosa sono i chetoni esogeni

Iniziamo con il descrivere come si induce la chetosi, per farlo è necessario seguire una dieta chetogenica.

Attraverso un regime alimentare chetogenico che è organizzato sull’uso di percentuali diverse dei macronutrienti con la parte preponderante a vantaggio dei grassi, una quota proteica e una piccola percentuale di carboidrati, si induce la chetosi nutrizionale.

Ovviamente queste appena descritte sono linee guide generali, in ambito clinico e sportivo le percentuali sono molto restrittive e bilanciate per ottimizzare al meglio questo processo.

Proprio per ovviare a queste difficoltà, fin dalla metà degli anni sessanta si è sperimentato l’utilizzo di chetoni esogeni.

Con il termine esogeni si indica che provengono appunto dall’esterno e non sono prodotte in autonomia dal corpo attraverso l’alimentazione.  

Cosa fanno i chetogeni esogeni

Sono sostanze il cui consumo dovrebbe portare rapidamente il corpo in uno stato di chetosi, senza dover ricorrere a una dieta.

Ma quali sono queste sostanze ?

I chetoni esogeni sono disponibili in due forme diverse:

  • Sali chetonici: in genere si tratta di sali sodici β-idrossibutirrato. La maggior parte dei prodotti in commercio fornisce 8-12 g di chetoni e 1 g di sodio per porzione e ha quindi un impatto non trascurabile sull’equilibrio dei sali e dei liquidi del corpo.
  • Esteri chetonici: sono composti complessi dove il β-idrossibutirrato è legato ad un alcol spesso si utilizza il (R)-3-idrossibutil(R)-3-idrossibutirrato e non presentano il problema di un potenziale accumulo di sali legato all’uso.

Qual è il dosaggio dei chetoni esogeni

L’utilizzo di una dose di questi composti, corrispondente a 280 mg di β-idrossibutirrato per kg di peso corporeo, circa 20  g di sali o esteri per un soggetto di 70 kg,  può portare il livello ematico dei chetoni intorno a 3 mmol/L dopo 30-60 minuti per gli esteri, dopo 60-90 minuti per i sali: per questi ultimi la concentrazione raggiunta pare essere minore, intorno a 1 mmol/L.

Si tratta comunque di un picco transitorio, i valori scendono rapidamente, portandosi intorno a 2,5 mmol/L per gli esteri, per risalire ai valori basali nel giro di circa tre/quattro ore.

Ma l’uso dei sali, sia che si tratti di sodio, calcio o potassio, altera l’equilibrio idrico salino dell’organismo, un aspetto da non sottovalutare quando vengano utilizzati in presenza di patologie.

Anche l’assunzione di esteri ha un impatto sulla concentrazione di potassio e bicarbonato, accompagnata da una leggera riduzione del pH sanguigno.

Sia i sali che gli esteri determinano una riduzione degli acidi grassi liberi, una conseguenza dell’effetto inibitorio che i chetoni hanno sulla liberazione dei grassi da parte del tessuto adiposo, accompagnata da una modesta stimolazione della secrezione di insulina e quindi da una piccola riduzione della glicemia.

Se i chetoni esogeni vengono assunti con un pasto, specie se ricco di carboidrati, la concentrazione plasmatica raggiunta è ancora più bassa, intorno a 2 mmol/L.

Ovviamente se lo stato di chetosi deve essere permanente sarà necessario assumere più dosi al giorno di questi prodotti, da 3 a 6-8, a seconda della quantità di chetoni presente nella singola porzione, e in alcuni casi questi dosaggi hanno creato diversi fastidi da keto-influenza: gonfiore,  mal di testa, costipazione, alitosi, ecc… 

Come usare i chetoni esogeni

I chetoni esogeni possono determinare un rapido aumento della concentrazione plasmatica di chetoni e, se consumati nelle quantità adeguate e con la giusta tempistica, possono mantenere il soggetto in uno stato che tecnicamente possiamo definire chetosi.

Dal punto di vista ematico vi è chetosi, ma il soggetto non presenta tutti gli adattamenti caratteristici di una chetosi reale, fisiologica, raggiunta con la dieta, vediamo nello specifico le principali differenza.

Chetosi fisiologica (indotta con la dieta)

  • elevata concentrazione di chetoni
  • ridotta secrezione di insulina
  • elevata concentrazione di acidi grassi liberi

Chetosi ottenuta con chetoni esogeni (indotta con l’integrazione)

  • elevata concentrazione di chetoni
  • secrezione di insulina leggermente aumentata
  • ridotta concentrazione di acidi grassi liberi

Chetoni esogeni e integrazione nello sport

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L’utilizzo dei chetoni esogeni come integratori sportivi è stato nell’ultimo decennio oggetto di diversi studi e test che hanno coinvolto sia atleti d’élite, sia amatori.

I corpi chetonici sono fra i carburanti più efficienti, probabilmente in grado di migliorare la resa energetica a livello dei mitocondri, e nel muscolo possono essere utilizzati come alternativa al glucosio, riducendo quindi il ricorso al glicogeno e anche agli acidi grassi, con un risparmio netto di questi preziosi substrati.

Il gold standard nello sport è l’utilizzo negli sport di endurance e fra questi il mio campo ne è “ghiotto”: running, triathlon, ultratrail, nuoto di fondo, ciclismo.

L’integrazione di Chetoni esogeni ha solo vantaggi ?

Ma tutte le medaglie hanno una doppia faccia e in questo caso specifico abbiamo guardato la faccia positiva di una maggiore disponibilità, ma sull’altra faccia vi è il lavoro degli zuccheri.

Perchè l’utilizzo dei chetoni esogeni porta a una leggera riduzione della glicemia, della produzione di glucosio da parte del fegato e dell’attività di alcuni enzimi essenziali per l’ossidazione dei carboidrati.  

Quindi, da una parte si risparmia glicogeno ma dall’altra si riduce la capacità del muscolo di utilizzare carboidrati nelle fasi di sforzo più intenso che, negli sport di endurance, possono determinare l’esito finale della prestazione, manca quel booster in più che fa la differenza fra una buona prestazione e una prestazione da podio.

Oltre a ciò i chetoni esogeni riducono il rilascio di acidi grassi dal tessuto adiposo e quindi ne riducono la disponibilità a livello dei tessuti, anche se in parte stimolano l’utilizzo degli acidi grassi già presenti a livello muscolare.

A questo punto lo sportivo si trova a un bivio: da una parte ci sono potenziali effetti positivi che potrebbero giustificarne l’utilizzo durante la pratica sportiva, soprattutto quando la durata è lunga e l’intesità non è molto elevata, dall’altra ci sono evidenti effetti negativi che potrebbero negare ogni reale vantaggio.

A decidere quale strada imboccare è sicuramente il confronto con il proprio medico sportivo e ad una reale sperimentazione sul campo e non in gara per poter ottimizzare i dosaggi se e come usarli.

La scelta sull’uso o meno è individuale e una serie di fattori portano un leggero vantaggio, che nell’amatore potrebbe essere colmato dalla scelta alimentare nell’elitè ogni margine è un vantaggio che va approfondito e sfruttato.

Ma ora la domanda che la maggioranza si pone, ma i chetoni esogeni mi fanno dimagrire ?

Affronteremo l’argomento in una prossima puntata, nel mentre iscriviti alla mia newsletter GRATUITA per rimanere sempre aggiornato sui temi della longevità sia fisica che sportiva.

STUDI

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27861911/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5670148/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32096539/

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https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31655093/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5309297/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30531462/

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Laureato in Medicina e Chirurgia
Ha seguito atleti e team sportivi (ciclismo, triathlon, tennis)
Speaker e formatore scientifico sui temi del benessere
Ex consulente scientifico dei Blackwater (militari d’elitè USA)

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