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Come il digiuno può aiutare a contrastare l’invecchiamento e lo stress cellulare

digiuno-intermittente

Il digiuno negli ultimi anni è diventato molto popolare anche fra i non addetti ai lavori, grazie anche alla diffusione di diverse diete legate allo stesso.

Ma non è una moda, bensì, il digiuno è una pratica che gli esseri umani hanno da sempre applicato nel corso della storia, spesso per circostanze anziché per scelta.

I nostri antenati cacciatori-raccoglitori indulgevano nei periodi di festa/raccolta/caccia ( caratterizzati dall’abbondanza)  per poi affrontare lunghi periodi di scarsità e privazione.  

E tutto ciò ha permesso comunque all’essere umano di evolversi e prosperare aumentando fra l’altro anche l’aspettativa di vita sino ai nostri giorni.

Sulla base di questa riflessione è nato lo studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida per verificare le concause della migliore resistenza cellulare che il digiuno provoca.

Il digiuno ha effetti anti-invecchiamento?

Il gruppo di studio ha rilevato che la pratica della restrizione calorica su un periodo medio lungo porta innumerevoli benefici per la salute e la causa principale è dovuta alla riduzione drastica degli zuccheri.

Questa riduzione degli zuccheri provoca quello che è definito switch metabolico, cioè si induce l’organismo a cambiare “carburante”, a passare da un metabolismo energetico a base di zuccheri ad uno a base di grassi.

In parole povere ciò che avviane normalmente in una dieta chetogenica.

Come il digiuno intermittente può avere effetti anti-aging

L’esempio non più teorico ci viene dalla natura e in particolare dalle scimmie Rhesus che normalmente consumano circa il 70% del loro fabbisogno quotidiano, in poche parole applicano la restrizione calorica come stile di vita dalla nascita.

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Quali sono stati i risultati della restrizione calorica su queste scimmie?

Aumento dell’aspettativa di vita, ma non è solo una questione numerica, quindi come dico da sempre io non aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni.

E infatti oltre alla longevità, le scimmie di Rhesus arrivano in tarda età attive e sane.

Ma gli stessi risultati sono stati evidenziati in altre razze animali e anche sugli invertebrati (che benchè possa sembrare strano hanno diverse similitudini con l’essere umano).

Ma torniamo agli umani anche qui le evidenze sono state confermate, oltre ad una perdita peso i soggetti coinvolti nei diversi studi hanno riferito anche una lucidità mentale e una sensazione di benessere generale, confermata dagli esami ematochimici.

Ma come il digiuno può aiutare a contrastare l’azione dei radicali liberi sulle cellule?

Un modo in cui le nostre cellule possono essere danneggiate è quando sono sottoposte a stress ossidativo che si verifica quando vi è un alta produzione dei radicali liberi.

I radicali liberi sono molecole reattive all’ossigeno, sono instabili e altamente reattivi.

Ma in pratica come agiscono i radicali liberi sulle cellule

Come abbiamo detto sono molecole altamente instabili che trasportano elettroni a loro volta altamente reattivi, quando uno di questi radicali liberi incontra un’altra molecola rinuncia a un elettrone o ne prende un altro.

Quest’azione provoca una reazione a catena da molecola a molecola formando più radicali liberi, che vanno a spezzare le connessione tra gli atomi all’interno della cellula.

E queste azioni possono interessare la membrana cellulare, le proteine essenziali sino ad arrivare al DNA.

Come agiscono gli antiossidanti sui radicali liberi

Gli antiossidanti trasferiscono gli elettroni necessari per stabilizzare i radicali liberi prima che questi possano arrecare danni alle strutture che abbiamo vista prima.

Ma cosa centra tutto ciò con il digiuno ?

Ebbene si è evidenziato nei diversi studi che il digiuno aiuti le nostre cellule a contrastare l’attacco dei radicali liberi.

Questo avviene grazie allo switch metabolico che il digiuno provoca a livello cellulare dove si passa da un metabolismo a base di zuccheri ad uno a base di acidi grassi.

Grazie a questa nuova fonte energetica le cellule attivano i processi di sopravvivenza per rimuovere i mitocondri malsani che generano radicali liberi con altri sani, riducendo così la produzione di radicali liberi nel lungo termine.

Ma il digiuno provoca un aumento di radicali liberi

Si questa affermazione è vera, come è vero altresì che la somministrazione di movimento/attività sportiva al corpo provoca una produzione di radicali liberi.

Ma la produzione radicalica è piccola e poco rilevante rispetto ai benefici sia del digiuno che dell’attività fisica, cosa ben diversa da una produzione massiccia che ricade nell’ambito patologico.

Ma torniamo al focus dello studio condotto e sul come il digiuno rafforzi le cellule

Sono stati reclutati 24 soggetti ai quali è stato chiesto di praticare il digiuno intermittente per due periodi di tre settimane ciascuno.

Durante le prime tre settimane i soggetti hanno mangiato una dieta bilanciata dal punto di vista delle percentuali e non dei nutrienti, mentre nelle secondo periodo di altre tre settimane alla dieta è stata affiancata un integrazione di Vitamina C e vitamina E.

Il digiuno intermittente somministrato era organizzato in questo modalità 5:2 cioè 5 giorni di alimentazione con il 25% del fabbisogno e nei 2 giorni questo apporto era del 175%.

La distribuzione dei nutrienti e degli alimenti non è stata applicata e la scelta non era fra cibi sani bensì pasta, pizza, hamburger, fritti, dessert (tipica dieta junker food/fastfood americana)

Sono stati fatti i prelievi ematici prima di iniziare e alla fine, in modo da poter confrontare i livelli di stress ossidativo e i relativi marcatori cellulari.

I risultati del digiuno sullo stress cellulare

Nelle prime tre settimane di solo digiuno intermittente le cellule hanno fatto più copie di un gene chiamato SIRT3, che è deputato alla prevenzione sulla produzione di radicali liberi e a migliorare i processi di riparazione cellulare.

Si è inoltre riscontrato una riduzione significativa dei livelli di insulina circolante.   

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Nelle successive tre settimane invece nonostante al gruppo siano stati somministrati gli integratori di vitamina C ed E i benefici sullo stress ossidativo delle cellule sono rimasti invariati, così come la sensibilità all’insulina e gli altri marcatori dello stress.

Questi risultati non vogliono togliere nulla all’integrazione, anzi in diversi aspetti la giusta integrazione è fondamentale, ma vuole evidenziare i benefici del digiuno anche oltre l’integrazione stessa.

Riassumendo è utile il digiuno intermittente come strategia anti invecchiamento, la risposta è certamente SI!

Ovviamente le modalità e le tecniche più confacenti al soggetto devono essere sempre elaborate da uno specialista.


Autore: Dr. Francesco Maglione

Laureato in Medicina e Chirurgia
Ha seguito atleti e team sportivi (ciclismo, triathlon, tennis)
Speaker e formatore scientifico sui temi del benessere
Ex consulente scientifico dei Blackwater (militari d’elitè USA)

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